STEAL THE LOOK: AMAL ALAMUDDIN

Se c’è una cosa che non sopporto, è essere riconosciuta come “la moglie di…

Ho sempre giurato a me stessa che non lo sarei mai diventata e mai lo diventerò e trovo triste anche quando accade a qualcun’altra. Soprattutto se quell’altra mi piace.

Si, a me Amal Alamuddin piace. E secondo me è assurdo che non piaccia anche a voi.

amal alamuddin

Sogniamo per una vita l’uomo bello, affascinante ed intelligente che ci rapisca in una scena alla pretty woman. Malediciamo tutte le varie bellone finto-bambole perché “Se non lo trova lei l’uomo perfetto, figurati io” – “Ah se avessi tutti quei soldi certo sarei perfetta anche io, e poi sai gli attori come mi verrebbero dietro?“.

Certo. Tutto molto bello, soprattutto anche molto superficiale. Poi arriva una donna bella ma discreta. Di quella bellezza che volendo fa parte della donna normale: alta e magra (e vabbeh), capelli neri, lineamenti forti e tratti quasi comuni. Niente protesi, niente zigomi pallina-da-ping-pong, niente capelli biondi e lucenti o sedere di marmo. Probabilmente di marmo ha il cervello, quello si.

E a noi no, a noi non piace. Perché “ti pare che George Clooney deve stare con una così?“. Scusate ma, arriva una che può ancora farci credere che può bastare il cervello (e si, anche una discreta bellezza ma non hollywoodiana) per conquistare uno degli uomini più belli che conosciamo (in tv) e noi la stronchiamo così, senza neanche conoscerla?

amal alamuddin lavoro

Amal Alamuddin è un’avvocatessa naturalizzata inglese ma di origini libanesi, classe 1978. Si occupa di diritto internazionale, civile e penale (Wiki docet). Lavora presso studi molto prestigiosi, sia a New York che a Londra ma i casi più famosi da lei seguiti sono sicuramente quelli di Julian Assange e Yulia Timoshenko. Ah, per non farsi mancare niente è stata anche consigliera di Kofi Annan. Ecco ora io non la conosco di persona, non ci siamo mai scambiate i numeri di cellulare, ma proprio stupidina non mi sembra, così, su due piedi.

Ora, dato che abbiamo visto che (per fortuna), la signora Alamuddin in Clooney non è solo “la moglie di” andiamo avanti e sbirciamo nel suo armadio!

Quello che mi ha più ispirato di lei è la versatilità dei suoi outfit e la diversità tra tempo libero, lavoro e apparizioni pubbliche che la rendono facile da emulare. E poi, come noi, ogni tanto toppa anche lei! Oggi però vediamo gli outfit migliori e come declinarli in versione winter!

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Ricordate quando vi dicevo di non mettere via gli abitini estivi per riutilizzarli in inverno? Ecco la prova! Che sia di giorno per andare a lavoro, per un look romantico o per un aperitivo, ecco come sfruttare al meglio un abitino colorato nelle stagioni fredde. E non dimenticate i collant!

azzurro

Finalmente una comune mortale all’aeroporto. Si ok, con mille valige e un portantino ma vestita esattamente come mi vesto io durante un viaggio: boyfriend jeans, maglia comoda e cardigan avvolgente. Niente tacchi ma tanto stile!

casual

Ed eccoci in ufficio, comode o più formali? Si può partire da una base neutra come i pantaloni color nocciola e scegliere di ruotare gli altri capi e accessori.

ufficio

Allora, vi siete un po’ ricredute su Amal? Vi piace un po’ di più?

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Giuliana Piazzese

Palermo

Giuliana è una style coach con tantissime passioni, sia nel lavoro che nella vita di tutti i giorni. Su Inciampando si diverte a dare consigli, trucchi di stile e chiacchierare come farebbe con un gruppo di amiche! E ogni tanto, anche di amici!

4 Comments
  1. Che bell’articolo!
    Sono contenta che finalmente qualcuno si ribelli al “la moglie di” o “la fidanzata di”, ci sono fior fior di donne che per questo motivo restano schiacciate dietro ad un uomo ed è giusto che invece vengano vista da tutti per quello che sono loro e non per l’uomo che si sono scelte!
    Anche io, nel mio piccolo, “sono la compagna di” e non è bello. Sono da tre anni la compagna di un musicista abbastanza noto del panorama metal italiano, che già è una realtà molto maschilista, e mi scontro tutti i giorni con questo modo di fare… non è facile riuscire a farsi valere per se stesse, ci si riesce soltanto quando si può conoscere di persona la gente, per il resto si rimane “la tipa di” e tutti ti considerano solo come un’appendice dell’uomo in questione. Al massimo ti giudicano per come ti vesti o ti pettini, quanto sei figa o quanto non lo sei… alla fine ti devi dresteggiare per mantenere alto l’equilibrio tra la tua immagine e il tuo cervello: sempre vestita giusta e anche pronta a farsi valere.
    Tutto questo per dire che anche a me Amal Alamuddin piace! E sono solidale con lei.

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