Caro 2015, io ti ringrazio

Si dice che se una cosa la si fa il primo dell’anno, la si fa tutto l’anno. Bene, io i primi giorni del 2015 li ho cominciati riprendendomi ciò che era mio, la mia vita.

Per rivivere insieme a te il mio anno ho deciso di fare un piccolo gioco, dividendo i mesi in “parole” che saranno la sintesi di ciò che hanno portato, magari potresti farlo anche tu. Cominciamo insieme?

(Ho pensato anche di mettere una foto per ogni mese scattata su Instagram, così l’album dei ricordi è completo!)

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Gennaio lo chiamerei “strascico” perché si è portato dietro i rimasugli di anni difficili e anche nuove gioie. E’ stato il mese nel quale i piccoli semi che avevo piantato non potevano ancora spuntare, semplicemente perché non era ancora il momento. In questi casi ci si può far sopraffare dalla frustrazione o avere fiducia e aspettare con (molta) pazienza.

(Il mio tatuaggio, che qui non si vede ma sotto c’è scritto Resilienza, fatto il 19 Gennaio)

Una foto pubblicata da Giuliana Piazzese (@inciampando) in data:

Febbraio, con la chiusura definitiva dell’attività di famiglia, lo chiamerei “lutto” e anche se normalmente questa parola ha un’accezione negativa, proprio per il principio della resilienza (a me molto caro), è proprio toccare il fondo con tutta la pianta del piede che mi ha dato la forza di risalire. Una spinta alla ricerca di aria, di ossigeno nuovo.

(Io e la mia nuova passione, acrobatica aerea. Anzi una delle nuove del 2015)

Una foto pubblicata da Giuliana Piazzese (@inciampando) in data:

Marzo non potrebbe essere altro se non “Primavera”. La stagione del risveglio, del buonumore e degli strati che diminuiscono. Alle mie amicizie più o meno solide nel tempo se ne sono aggiunte di nuove, preziose. Gemme grezze, trovate per caso, che forse caso non era. Non so per quanto tempo vorranno restare, ma finché lo vorranno io sarò felice. Mi godrò ogni attimo.

(Noi, alla prima mostra fotografica personale di Elisa. Orgoglio a mille!)

Una foto pubblicata da Giuliana Piazzese (@inciampando) in data:

Aprile è decisamente “Spasso”. Non avevo un lavoro, una relazione stabile, nulla di definitivo sembrava esserci per me all’orizzonte. Eppure ogni giorno prendevo la decisione, a volte difficile, di divertirmi. Di amare ogni tramonto sul mare, ogni orizzonte rosa, ogni raggio di sole. Ho imparato che l’età è quella che (spesso) decidiamo di avere e che per ogni persona che punta il dito pensando “a quest’età?” io imparavo una cosa nuova che prima non sapevo fare.

(Il mio primo approccio al surf. Senza sapere che sarebbe diventato una nuova passione)

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Maggio si chiama “Amore” perché nonostante mi sia “scassata” un braccio facendo la teenager sullo skateboard, l’amore che ha invaso casa mia è stato come un’onda che anche volendo non avrei potuto fermare. Sapere che ci sono delle persone che ti amano e che sono pronte ad esserci prima che tu lo chieda è una di quelle cose che può lasciare senza fiato. Nonostante la carenza di sonno, i dolori e la sensazione di impotenza, il mese di Maggio mi ha fatto capire quanto sono fortunata. Non importa il dolore se hai un abbraccio nel quale rifugiarti.

(La mia prima foto con il gesso, strano avere dei bei ricordi grazie ad un gesso vero?)

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Giugno potrebbe chiamarsi “Caos”. Il caos dentro la testa, nel cuore, tutto. Il caos che ha messo in moto idee e progetti folli, il caos che mi ha fatto prenotare un biglietto aereo per Tenerife in un pomeriggio di disperazione, che è stata una delle cose migliori che abbia mai fatto in preda al caos – insieme ad una sorpresa andata a vuoto (almeno questo era ciò che pensavo). Il caos che può creare non UN amore ma L’Amore quando ritorna, più forte di prima.

(Potrebbe essere una semplice foto outfit. E invece è una foto scattata poco prima vedere Lui.)

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Luglio lo chiamiamo “Scoperta”. Perché in un mese ho imparato molto di me e di ciò che voglio davvero. Il mese da sola, su un’isola a me sconosciuta, mi ha insegnato che so adattarmi e amare i posti che mi ospitano con tutte le loro facce e che l’erba del vicino è più verde solo la guardi in primavera. Che so stare da sola ma semplicemente non ne ho voglia, perché ci sono persone che amo e che in questo momento ho bisogno di vivermi.

(In aeroporto, per un viaggio che non sapevo ancora cosa avrebbe portato.)

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Agosto si intitola “Ritorno”. Non pensavo accadesse. Se me l’avessero chiesto a Giugno avrei risposto “No, non credo che tornerò” e invece ho dovuto dar ragione a quel detto che avrete letto ormai mille volte “La vita è ciò che ti succede mentre fai altri progetti”. [Cit.Lennon]

(L’ultima foto caricata dalla Spagna, “in volo” verso casa, dove è il cuore)

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Settembre. Il vero capodanno. Lo chiamerei “Temporeggiare”. Si perché mentre un nuovo lavoro non previsto cominciava il suo cammino io cercavo di capire cosa realmente volevo, provando a fare il punto della situazione. Quanto ho imparato fino ad oggi? Cosa so fare? Come sono arrivata a questo punto? Ok, temporeggiamo, prendiamo tempo per capire. Possiamo. Sono fortunata, di nuovo.

(Se poi posso temporeggiare tra un’onda e l’altra, tanto meglio.)

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Ottobre è il mio mese, quello del compleanno, quello bello di quando la stagione cambia e tutto sa di pioggia e cominci a vestirti un po’ di più e mettere le cose che avevi dimenticato nell’armadio! Mi piace Ottobre. Per questo il nuovo Inciampando è partito proprio ad inizio Ottobre (a parte che volevamo farlo partire a Settembre ma non ci siamo riuscite, dettagli). Ottobre lo chiamiamo “Festa”.

(Happy Birthday to me!)

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Novembre lo chiamiamo “Svolta“. E’ stato il mese in cui ho ricevuto una proposta di lavoro importante e ho lottato per ottenerlo, tenendo lontana l’insicurezza che cercava di farsi spazio. Lo stesso mese in cui ho visto realmente come i miei sforzi, non sempre costanti e sicuramente sotto la soglia di ciò che avrei potuto fare, mi hanno portato dei risultati. La cosa più bella? Sentir parlare di me e vedermi con occhi nuovi.

(Direi che il salto di gioia sia ben interpretato da questa foto no?)

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Dicembre sta terminando e, come nel più scontato dei casi, lo chiamerò “Pianificazione”. Si perché vedermi con gli occhi nuovi mi ha fatto riflettere molto sulle mie potenzialità e su ciò che potrei fare se, per esempio, utilizzassi meglio il mio tempo e le mie energie. Così ho deciso che nelle prossime settimane mi dedicherò un giorno tutto mio, dove riflettere sul mio cammino, sulla strada da prendere e su come far diventare gli ostacoli, dei gradini sui quali salire per arrivare sempre più in alto.

(Prima di andare a “prendermi il lavoro”. Il mio primo giorno. Nervosa? Si. Grintosa? Anche.)

Una foto pubblicata da Giuliana Piazzese (@inciampando) in data:

Ho voluto condividere con voi questo 2015 perché mi piace pensare che “positività chiama positività”. Perché ho imparato che nella vita non tutto va sempre bene, bisogna solo scegliere quale filtro utilizzare per analizzare ciò che ci succede. Io ho fatto una scelta a Gennaio, ho impostato il filtro su “Felicità” e nonostante spesso mi sono chiesta se non fossi solo una povera Alice che si era costruita un mondo di fantasia, alla fine forse il tempo mi ha dato ragione. Ero senza lavoro, senza certezze, mi sono ritrovata senza il terreno sotto i piedi: ho respirato profondamente e ho scelto di indossare il sorriso migliore, meravigliarmi ancora dei tramonti e avere fiducia nelle persone. Ha funzionato per me, magari funziona anche con te.

Se vorrai condividere con me il tuo 2015, sarò felice di leggerti. Auguri!

Giuliana Piazzese

Palermo

Giuliana è una style coach con tantissime passioni, sia nel lavoro che nella vita di tutti i giorni. Su Inciampando si diverte a dare consigli, trucchi di stile e chiacchierare come farebbe con un gruppo di amiche! E ogni tanto, anche di amici!

4 Comments
  1. Guarda mi hai dato un sacco di fiduccia in me stessa con questo post, perche sei stata autentica nel raccontare il tuo anno senza dimenticare lo dificile ma senza perdere la svolta positiva. Grazie, ti auguro un 2016 pieno di belle cose! Adri

    1. Grazie a te Adriana! È bellissimo sapere di aver condiviso dei pensieri che possono dare forza a qualcun altro. Le tue parole mi hanno fatto ricordare perché amo così tanto condividere le mie esperienze con la gente. Facciamo girare l’amore, e la forza! Buon anno cara, che il 2016 ti porti consapevolezza, fiducia e resilienza.

  2. Hai racchiuso in un post i miei pensieri, quelli che da tempo esterno e in cui credo: positività chiama positività, sta solo a noi la scelta di guardare con occhi nuovi.
    Che dire? un anno intenso il tuo, senza dubbio. Non ti sei fatta mancare nulla…eh?! 😀
    N.

    1. No, quando faccio una cosa la faccio bene! Ahahhaha e se vogliamo parlare di anni intensi, direi che neanche i tuoi scherzano eh! Comunque si, sono da sempre una fan del karma e della positività che attira solo cose belle, infatti mi ritrovo molto nel tuo modo di pensare e di vedere le cose 🙂 diciamo che lo esterniamo in maniera diversa, almeno sui social. Sarà bello prima o poi incrociarsi e prendere un caffè 🙂

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